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30 maggio 2018

Un intervento sull'Economia Virtuale a favore dell'Economia Reale

Giorni fa ho accennato alla finalità di Interesse Generale d'un intervento regolatorio per stimolare, negli investitori d'una determinata Borsa Valori, comportamenti diversi dagli attuali, tendenzialmente predatorii.
Metto in evidenza che, diversamente da altri interventi di Politica Differenziale Generalizzata, un tale intervento non è rivolto ai Soggetti Economici che forniscono beni o servizi al consumo finale, bensì ad intermediari finanziari, che si interfacciano con l'Economia Reale per ricavare "eque" rendite finanziarie dal lavoro altrui e che danno poche risorse all'Erario.
Faccio anche rilevare che nell'Economia Virtuale il territorio di riferimento di ogni intervento regolatorio è propriamente il campo operativo dei soggetti coinvolti, in questo caso una determinata Borsa Valori.
--
Si può presumere ragionevole un intervento politico per aumentare il periodo medio di detenzione nelle stesse mani delle azioni quotate in borsa [e dei titoli di debito pubblico].
Occorre però accertarsi che l'intervento non abbia effetti collaterali negativi ed in particolare che non modifichi la tassazione media sui guadagni in Borsa.
Non si deve mai dimenticare infatti che c'è sempre il rischio della "fuga dei capitali internazionali" dalla Borsa Valori italiana e dai Titoli di Stato italiani.
Vale sempre per ogni intervento pubblico sull'economia reale o virtuale il principio "primo non nuocere", o quantomeno che gli effetti positivi siano comprovabili e che gli effetti collaterali negativi risultino contenuti rispetto agli effetti positivi cercati.
Coloro che giocano solo sulla volatilità dei mercati potrebbero sentirsi respinti da un intervento che favorisce chi possiede più a lungo le stesse azioni o gli stessi titoli di debito altrui.
Qualcuno pensa che sia un danno per l'Economia Reale e per l'Interesse Generale dell'Italia?
--
Vediamo quindi nel concreto come può essere costruito e può operare questo specifico intervento regolatorio sulle attività finanziarie.
Nonché gli esiti che si possono aspettare.
In primo luogo occorre definire chi è coinvolto nel proposto intervento di PDG che chiamiamo
PSD(tempo, investimenti finanziari) == PSD(T, IF)
Premetto che, nella tecnica di Politica Differenziale Generalizzata, indicare i soggetti coinvolti significa escludere che altri soggetti ricevano particolari vantaggi o svantaggi immediati.
Salvo ovviamente i vantaggi a medio e lungo termine per l'Interesse Generale che giustificano l'intervento.
Premetto anche che, come in tutte le Politiche di Stimolo Differenziale, i soggetti coinvolti nella procedura (di tipo amministrativo) nel loro insieme non vedranno ridurre od accrescere le risorse economiche disponibili, ma saranno invogliati a modificare dei comportamenti tramite precisi stimoli economici.
Anzi, i soggetti che ora hanno un comportamento medio entro quell'insieme di soggetti non vengono nemmeno stimolati.
Tuttavia, i soggetti lontani dalla media sono tutti stimolati [in questo caso ad allungare i tempi di possesso], quindi quelli oggi in media domani non saranno più in media.
Nel caso specifico i soggetti a cui si rivolge la procedura amministrativa PSD(T, IF) sono tutti e solo i soggetti abilitati ad operare direttamente in Borsa e nei mercati secondari dei Titoli di Stato presso una determinata Borsa Valori.
I certificati di abilitazione sono quindi il discrimine tra chi è coinvolto e chi non è coinvolto.
D'altro canto i dati d'acquisto e vendita di azioni e titoli sono forzatamente attendibili per il funzionamento del corrispondente mercato e sono dati sufficienti per calcolare per quanto tempo in media quell'insieme di operatori trattiene azioni e titoli acquistati:
mT (die) [media pesata sul valore del venduto]
Anche per ogni soggetto coinvolto risulta un tempo medio di possesso pesato sul valore dei titoli ed azioni vendute:
T (die) [media pesata sul valore del venduto]
Ad ogni soggetto coinvolto è poi associato un livello d'attività nominale:
LA (€/a) = (Valore di titoli ed azioni venduti nell'anno) * T * (interessi legali sui debiti altrui) / 365 =
= (Valore di titoli ed azioni venduti nell'anno) * T * 5/10^6
Per l'insieme delle transazioni effettuate nell'anno dai soggetti abilitani ad agire in quella Borsa, si può qundi calcolare la somma dei livelli d'attività = SLA (€/a)
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L'Autorità Amministrativa competente [presumo il ministero per lo sviluppo economico in accordo col parlamento] deve arrivare a definire TmD, cioè il tempo di possesso al di sotto del quale si ha un probabile danno per l'Economia Reale [che invece dalle transazioni finanziarie in Borsa deve ricevere sostegno].
Il danno annuo complessivo probabile causato dai soggetti coinvolti nella PSD(T, IF) è proporzionato alla probabile utilità che essi ricavano dagli importi delle vendite effettuate nell'anno dopo un tempo di detenzione inferiore a TmD, danno che può essere ridotto allungando i tempi medi di possesso.
Infatti tale utilità è del tutto slegata dalle prestazioni reali dei Soggetti Economici e dalla affidabilità dei Titoli di Debito, che ovviamente non possono variare nel giro di pochi giorni o poche ore.

Tale utilità è quindi un prelievo generalmente ingiustificato, che riduce la disponibilità di risorse economiche per l'Economia Reale.
Se invece gli operatori in borsa ricavano la stessa utilità annuale dalla vendita di azioni o titoli dopo un possesso più lungo di TmD, tale loro utilità non deve essere considerata un danno per l'economia Reale, ma un'equa ricompensa per la risorsa economica resa disponibile all'Economia Reale.
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Il gestore delle transazioni della singola Borsa Valori ha già tutte le informazioni necessarie e le deve fornire già ora all'autorità competente, così viene calcolata la somma delle vendite annuali con detenzione per meno di TmD  e denominata SV(TmD).
Si può così definire il danno probabile annuale specifico medio, che è dovuto solo alle contrattazioni troppo rapide:
V(TmD) (€/a) = (SV(TD) / SLA ) * 0,5*TmD * 5/10^6
Con riferimento a tale danno economico complessivo per l'Economia Reale, l'autorità competente su quella Borsa Valori decide in autonomia l'Indice di Rilevanza di tale caratteristica [IR(TmD)], potendo così definire il Fattore valorizzante di TmD nell'ambito delle transazioni effettuate in quella Borsa Valori.
F(TmD, Borsa) = V(TmD) * IR(TmD)
In definitiva, ad ogni operatore di quella determinata Borsa Valori, per far allungare i tempi di detenzione di azioni e titoli, è attribuito un Accredito Automatico Annuale:
AAA = F(TmD) * LA * (T/mT - 1) = F(TmD) * LA /mT * (T - mT)
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Per l'andamento lineare di AAA col valore del tempo di detenzione T e per definizione della media lineare mT, risulta nulla la sommatoria degli AAA estesa a tutti gli operatori di quella Borsa Valori.
Tuttavia lo stimolo ad aumentare il tempo di detenzione è adeguato e può essere dosato tramite la definizione di TmD e di IR(TmD).
Inoltre, pur sotto la vigilanza della Autorità Competente, gli AAA possono essere gestiti direttamente dal gestore delle transazioni di quella Borsa e si configurano solo come un modo per aumentare l'efficacia di finanziamento all'Economia Reale.
Per definizione non ha quindi rilevanza fiscale, nè interferisce con le entrate erariali, salvo il contributo indiretto dovuto alll'aumento del PIL per la riduzione della sottocapitalizzazione dei Soggetti Economici che contribuiscono a fornire al consumo beni e servizi finali.


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permalink | inviato da ggavioli il 30/5/2018 alle 7:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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