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8 maggio 2018

Perché vengono poco applicate le innovazioni, anche se sono convenienti?

E' ragionevole chiedersi se è razionale che il singolo operatore si rivolga a tecnologie inusuali.
Deve bastare che facciano aumentare la convenienza economica dell'attività?
Prendendo come esempio gli interventi per ridurre l'intensità energetica delle attività umane, si deve dar conto di una certa riluttanza ad abbandonare tecnologie obsolete, anche se riconosciute antieconomiche (perfino nell'immediato) rispetto a quelle innovative.
Questo atteggiamento di rifiuto del nuovo non è appannaggio solo di persone anziane, ma sottostà anche ad altre preferenze meno irrazionali.

Infatti, in alternativa all'usuale, sono spesso offerti ai consumatori beni che danno lo stesso servizio e sono più durevoli, ma alcuni li rifiutano solo per il prezzo più alto.
In tal caso il rifiuto sarebbe razionale se si ritenesse solo millantata la maggior durevolezza.

Un rifiuto avrebbe anche senso se l'ammortamento pluriennale (inclusi gli interessi e la perdita di valore delle risorse finanziarie immobilizzate) risultasse più elevato dell'usuale.
Anche un'eccessiva ampiezza assoluta delle risorse aggiuntive immobilizzate in un investimento può essere un ragionevole ostacolo ad una innovazione pur conveniente nel lungo termine.

Tuttavia, se l'innovazione modifica una Caratterisctica Rilevante dell'attività in modo tale da ridurre i costi dell'attività (bilanciando quindi i costi d'investimento sopra indicati), fa crescere d'altrettanto il bilancio annuale dell'innovazione e la può rendere conveniente.
Per il singolo decisore, è però ineluttabile rifiutare un'innovazione che richieda un impegno finanziario aggiuntivo superiore alle sue possibilità, attuali e nel medio periodo.
Ciò è tanto più vero quanto più è lungo il tempo necessario perché la maggior convenienza ripaghi il maggior investimento.

In definitiva, senza incentivazioni esterne, per valutazioni microeconomiche (di interventi su particolari Caratteristiche Rilevanti dell'attività di cui è responsabile il decisore) è ragionevole confrontare i vantaggi economici annuali attesi con i sovracosti circa investimenti, materiali di consumo e personale dedicato.
Ovvero si può valutare fattibile un intervento innovativo solo se risulta:

Vantaggio atteso dall'intervento (€/a) >
> maggior costo ammortamento e manutenzione impianto (€/a) +
+ maggior costo materiali di consumo (€/a) +
+ maggior costo personale dedicato (€/a)

I valori dei quatro fattori di questa disequazione sono ben noti ai decisori attenti, che operano di continuo scelte per rendere più conveniente l'attività di cui sono responsabili.
Tuttavia è ben noto che, se a bilancio il vantaggio dell'innovazione è solo pari ai maggiori costi attesi, nessun decisore sceglie l'innovazione.

E c'è di più.
Se un investimento innovativo utile ad ottenere un buon vantaggio a pari attività si ripaga in più anni di un investimento per aumentare il livello d'attività more solito, allora il decisore sceglie il more solito, anche perché il personale disponibile sà come operare more solito.
Ed in generale non si può dar torto a quel decisore.


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permalink | inviato da ggavioli il 8/5/2018 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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