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27 maggio 2018

Responsabilità sociale per chi conosce tecniche economiche di stimolo alla qualità

Qualcuno conosce come incidere sulle scelte di qualità dei fornitori dei prodotti che i consumatori acquistano e dei consumatori stessi?
Questo o questi hanno la possibilità di far scegliere alla Rappresentanza Politica d'un Territorio una tecnica politica efficace ed indipendente da livelli territoriali più vasti?
Costoro hanno allora la responsabilità di far applicare tale tecnica efficace per migliorare la qualità di vita delle persone in quel territorio.
Però la possibilità dipende dall'ascolto ottenuto presso la Rappresentanza Politica del Territorio a cui si arriva tramite i soggeti intermedi tra singolo e società, tra cittadino e stato.
L'insieme delle Politiche di Stimolo Differenziale che conflisce nella Politica Differenziale Generalizzata può essere usato per migliorare molti aspetti della vita dei singoli e con questo di molti indicatori collettivi, tra cui la riduzione dei rischi di sistema, col beneficio di un aumento del PIL distribuito in modo più uniforme tra i ceti sociali.
Tuttavia già scegliere tra le PSD possibili inquadra certamente una scelta politica.
Anzi scegliere le priorità delle PSD tramite i canali della partecipazione dal basso è già una scelta di campo.
Spero che i lettori responsabili degli attuali 61.400 accessi a questo blog si rendano conto che non ci si può fermare ad una discussione accademica.
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Si consideri, ad esempio, l'insieme ampio, ma circoscritto, di coloro che scommettono sui valori in Borsa delle azioni, che sono offerte dai Soggetti Economici per finanziare le loro attività finalizzate a fornire beni e servizi richiesti dal consumo finali.
Certamente è preferibile che gli utili per le scommesse in Borsa provengano di più dalla partecipazione agli utili dei Soggetti Economici che dalle scommesse sulle oscillazioni a breve termine dei valori delle stesse azioni.
Per l'Interesse Generale ciò è preferibile perché l'aumeto dell'utile dei Soggetti Economici che operano nell'economia reale è sempre correlato all'aumento del Valore Aggiunto da loro prodotto, che comporta un aumento di distribuzione di remunerazione a tutti gli attori dell'economia reale.
Essendo caratteristica intrinseca di ogni PSD, il trattamento fiscale complessivo degli "investimenti in Borsa" non è modificato dalla PSD(tempo, investimento), che però premia chi trattiene in sua proprietà effettiva le azioni per più tempo della media e specularmente penalizza chi le trattiene per un tempo inferiore alla media.
E' ovvio che così è favorito l'investitore che conosce davvero le potenzialità a lungo termine dei Soggetti Economici emettitori di azioni quotate, ma ciò è esattamente lo scopo originario delle emissioni di azioni.
A ben vedere questo è anche un modo per aumentare la dotazione effettiva di capitale delle SPA, riducendo la possibilità di sottrarre risorse economiche agli operatori dell'economia reale, specie se sottratte scommettendo sull'insuccesso della stessa e magari causandolo.
Peraltro [ma si obbietterà che è un'affermazione partigiana], tale estrazione di risorse dall'economia reale va ora prevalentemente ad aumentare le diseguaglianze sociali.


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22 maggio 2018

Caratteristiche Rilevanti di interesse solo pubblico gestite dalla PDG

Nel post del 28/03/18 sono elencati temi la cui gestione ottimale certamente migliorerebbe la qualità di vita delle persone presenti su un territorio.
Per molti di questi temi le modifiche a Caratteristiche Rilevanti fatte per utilità alla generalità dei presenti sul territorio non danno benefici diretti a chi deve assumere le decisioni corrispondenti ed anzi per lui possono risultare sconvenienti.
Qui si fanno due esempi (molti altri sono possibili) di Caratteristiche Rilevanti le cui modifiche sono d'interesse solo per la Generalità delle persone presenti sul territorio.

1. Gas ad effetto serra
Ridurre l'emissione di CO2 e degli altri gas ad effetto serra [GHG] dovuti alle attività umane è giustamente considerato solo d'Interesse Generale.
Le emissioni di GHG provenienti dalla produzione e dall’uso dell’energia sono quelle meno difficili da ridurre e ne sono anche la quota preponderante (in Italia oltre l’80%).
Ridurle però interferisce con aspetti microeconomici rilevanti, poiché da alcuni secoli l’energia (prevalentemente ottenuta da fonti minerali) è considerata indispensabile per gran parte delle attività umane, specie quelle che appaiono economicamente più redditizie.
Ricordo poi che in effetti il territorio d’interesse per la riduzione dei GHG è l'intera Terra.
Globalmente e con riferimento al freno dato dai cambiamenti climatici all'economia mondiale nel 2050, il costo per l'emissione di GHG nel 2006 è stato valutato 200 €/tCO2.
Per l'Italia che importa gran parte delle Fonti Energetiche Minerali (spendendo 60 G€/a per 0,4 GtCO2/a) il costo specifico è più alto della media mondiale di 60/0,4 = 150 €/tCO2.
Così in Italia, ridurre di 1 tCO2eq l'emissione di GHG crea un vantaggio macreconomico complessivo di 350 €.
Quindi il valore macroeconomico dell'emissione potenziale di GHG utilizzata (o ceduta ad altri) in Italia risulta:
V(GHG) = -350 € / tCO2
I fornitori dei prodotti energetici (energia elettrica e combustibili gassisi, liquidi e solidi) sono i soggetti responsabili di gran parte delle emissioni (dirette ed indirette) di GHG e per questi Soggetti Economici il livello d'attività a cui riferire l'intensità carbonica potenziale dell'attività è comunque il Valore Aggiunto prodotto in Italia.
Per altri soggetti, responsabili di quote assai minori d'emissione di GHG, il livello d'attività deve essere identificato dallla Rappresentanza Politica con riferimento all'attività svolta.

2. Risorse umane
Se le attività economiche utilizzano e remunerano di più la risorsa umana, [nelle varie congiunture dei cicli economici] per ogni € di maggior remunerazione della risorsa umana, il vantaggio complessivo medio macroeconomico, è circa 2 € [per l'aumento medio atteso della circolazione monetaria].
Quindi il valore macroeconomico della remunerazione della risorsa umana risulta:
V(remunerazione risorsa umana) = V(RRU) = 2 € / €(RRU).
Per i prestatori d'opera l'aumento della remunerazione della risorsa umana è ovviamente un vantaggio microeconomico, mentre per i datori di lavoro è un costo (anche se non al 100 %, potendo far ridurre altri costi).
Comunque, come soggetti decisori, le PSD(RRU, NACE) fanno riferimento a soggetti economici datori di lavoro di stesso codice NACE e l'intensità della remunerazione della risorsa umana è il rapporto tra l'importo della remunerazione della risorsa umana ed ovviamente il Valore Aggiunto prodotto in Italia dal Soggetto Economico.
Tale intensità è certamente una Caratteristica Rilevante di quella attività economica.
Caratteristica Rilevante da confrontare tra soggetti a pari codice NACE.


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14 maggio 2018

L'ambito istituzionale della Politica Differenziale Generalizzata

La Funzione Pubblica dello Stato Italiano ha tre poteri: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario.
In verità questi "Poteri" sono Servizi Pubblici garantiti ai cittadini italiani, forniti tramite organi costituzionali soggetti a norme costituzionali.
Senza queste norme il Potere Statale sarebbe solo prevaricazione, in genere a danno dei più deboli.
L'unica ragion d'essere della Funzione Pubblica deve essere proteggere e favorire l'Interesse Generale della popolazione presente sul territorio di competenza.
Quindi la Funzione Pubblica deve:
- Garantire servizi pubblici essenziali per chi abita sul territorio (organo esecutivo)
- Impedire attività od omissioni ritenute gravemente nocive (organi legislativo, giudiziario e/o esecutivo)
- Favorire, nelle attività private e/o pubbliche, le Caratteristiche Rilevanti più utili all'Interesse Generale (organi legislativo ed esecutivo)
La Funzione Pubblica dello Stato Italiano ha strumenti sufficienti (organi costituzionali) per definire (legislativo) e sanzionare (giudiziario ed esecutivo) i comportamenti attivi ed omissivi gravemente lesivi dell’Interesse Generale [reati] e per assicurare corretti rapporti tra i cittadini e loro aggregazioni.
La Politica Differenziale Generalizzata deve invece orientare la gestione di Caratteristiche Rilevanti di attività non obbligatorie, né vietate, verso un maggiore Interesse Generale nei vari territori.
Direi che questo appare proprio un compito dell'Esecitivo tramite le Amministrazioni Territoriali.



8 maggio 2018

Perché vengono poco applicate le innovazioni, anche se sono convenienti?

E' ragionevole chiedersi se è razionale che il singolo operatore si rivolga a tecnologie inusuali.
Deve bastare che facciano aumentare la convenienza economica dell'attività?
Prendendo come esempio gli interventi per ridurre l'intensità energetica delle attività umane, si deve dar conto di una certa riluttanza ad abbandonare tecnologie obsolete, anche se riconosciute antieconomiche (perfino nell'immediato) rispetto a quelle innovative.
Questo atteggiamento di rifiuto del nuovo non è appannaggio solo di persone anziane, ma sottostà anche ad altre preferenze meno irrazionali.

Infatti, in alternativa all'usuale, sono spesso offerti ai consumatori beni che danno lo stesso servizio e sono più durevoli, ma alcuni li rifiutano solo per il prezzo più alto.
In tal caso il rifiuto sarebbe razionale se si ritenesse solo millantata la maggior durevolezza.

Un rifiuto avrebbe anche senso se l'ammortamento pluriennale (inclusi gli interessi e la perdita di valore delle risorse finanziarie immobilizzate) risultasse più elevato dell'usuale.
Anche un'eccessiva ampiezza assoluta delle risorse aggiuntive immobilizzate in un investimento può essere un ragionevole ostacolo ad una innovazione pur conveniente nel lungo termine.

Tuttavia, se l'innovazione modifica una Caratterisctica Rilevante dell'attività in modo tale da ridurre i costi dell'attività (bilanciando quindi i costi d'investimento sopra indicati), fa crescere d'altrettanto il bilancio annuale dell'innovazione e la può rendere conveniente.
Per il singolo decisore, è però ineluttabile rifiutare un'innovazione che richieda un impegno finanziario aggiuntivo superiore alle sue possibilità, attuali e nel medio periodo.
Ciò è tanto più vero quanto più è lungo il tempo necessario perché la maggior convenienza ripaghi il maggior investimento.

In definitiva, senza incentivazioni esterne, per valutazioni microeconomiche (di interventi su particolari Caratteristiche Rilevanti dell'attività di cui è responsabile il decisore) è ragionevole confrontare i vantaggi economici annuali attesi con i sovracosti circa investimenti, materiali di consumo e personale dedicato.
Ovvero si può valutare fattibile un intervento innovativo solo se risulta:

Vantaggio atteso dall'intervento (€/a) >
> maggior costo ammortamento e manutenzione impianto (€/a) +
+ maggior costo materiali di consumo (€/a) +
+ maggior costo personale dedicato (€/a)

I valori dei quatro fattori di questa disequazione sono ben noti ai decisori attenti, che operano di continuo scelte per rendere più conveniente l'attività di cui sono responsabili.
Tuttavia è ben noto che, se a bilancio il vantaggio dell'innovazione è solo pari ai maggiori costi attesi, nessun decisore sceglie l'innovazione.

E c'è di più.
Se un investimento innovativo utile ad ottenere un buon vantaggio a pari attività si ripaga in più anni di un investimento per aumentare il livello d'attività more solito, allora il decisore sceglie il more solito, anche perché il personale disponibile sà come operare more solito.
Ed in generale non si può dar torto a quel decisore.


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30 aprile 2018

Come convincere i Soggetti Economici a ridurre l'intensità energetica in produzione

Entro marzo, i Soggetti Economici con una certa attività (d'intensità energetica media superiore alla media) in un dato territorio, trasmettono, a banca dati on-line della Rappresentanza Politica del Territorio corrispondente, queste informazioni per l'anno precedente:
CF = Codice Fiscale (o Partita IVA)
NACE = Codice Attività Economica (norma fiscale europea)
Q(Erg) (€/a) = Costo per acquisto di Vettori Energetici (da bilancio fiscale)
VA (€/a) = Valore Aggiunto prodotto (da bilancio fiscale)
La banca dati è sempre visibile per tutti i SE del gruppo NACE del territorio, ultimo aggiornamento il 31 marzo.
In automatico, dai dati della banca, è calcolata l'intensità energetica media dell'attività di quel gruppo nell'anno precedente:
m(Erg, NACE) = (somma Q(Erg, NACE)) / (somma VA(NACE))
Entro aprile, la RPT competente rende noto ai SE del gruppo NACE m(Erg, NACE), nonché il Fattore di Rilevanza dell'acquisto d'energia per quel gruppo:
F(Erg, NACE) = V(Erg)*IR(Erg)*m(Erg, NACE)
Entro giugno, ogni SE di quel gruppo regola la transazione d'Assegnazione Annuale Automatica, con F24 indirizzato alla cassa di compensazione specifica (vigilata dalla RPT competente):

AAA (€/a) = F(Erg, NACE) * VA(SE, NACE) * ((Q(SE, Erg) / VA(SE, Erg)) / m(Erg, NACE) -1)

Naturalmente, per i SE corrispondenti ad una metà del Valore Aggiunto prodotto in codice NACE in quel territorio, AAA risulta positiva e, per i SE corrispondenti all'altra metà, AAA risulta negativa.
Con transazioni corrispondenti alle dichiarazioni, la cassa di compensazione ha bilancio nullo.
Poiché le informazioni sintetiche sui singoli SE sono rese disponibili a tutti i SE coinvolti nella stessa PSD, la RPT non è la sola a vigilare sulla correttezza dei SE. Questa è ben garantita dal controllo tra pari, che riduce anche i rischi di corruzione nella Funzione Pubblica.
In definitiva risulta evidente l'interesse di tutti i SE del gruppo NACE a vigilare sulla correttezza degli altri SE di quel gruppo, nelle dichiarazioni e nelle transazioni.
E sono pienamente legittime azioni legali collettive contro eventuali SE fraudolenti.
Economia, trasparenza, azione legale collettiva



20 aprile 2018

L'energia come tema di Interesse Generale

La produzione di Vettori Energetici Commerciali, la produzione di macchine per ottenere servizi finali usando energia commerciale o autoprodotta, nonché l'uso di tali macchine da parte degli utenti finali concorrono almeno al 20 % del PIL di un territorio.
Almeno per questo il tema energia è d'Interesse Generale.
Discuterlo è certamente indicativo dei modi d'affrontare altri temi di interesse generale, partendo dalla valutazione delle politiche attualmente operative.

Un esempio di discussione svolta nel 2009 su produzione ed uso dell'energia si ritrova nei post da #41 a #80 di

http://www.energeticambiente.it/discussioni-sui-massimi-sistemi-del-mondo-energetico/14720893-politica-energetica-efficace-duratura.html

Le mie proposte del 2009 potevano raggiungere gli scopi indicati senza intaccare i bilanci pubblici e privati.
Tuttavia non erano ancora abbastanza standardizzate da poter fare da traccia per interventi su altri temi di Interesse Generale.
A partire dal 2014, l'approccio a temi fuori da Energia e da Gas Effetto Serra, ha permesso la codifica di un metodo generalizzato per risolvere molti problemi senza attingere alle casse pubbliche, ma stimolando i privati ad utilizzare di più (per loro maggior convenienza) le proprie risorse economiche a favore della soluzione di problemi di Interesse Generale (cioè della generalità di chi abita e lavora in un territorio).

Lo stesso tema energia è stato normalizzato separando gli stimoli indirizzati ai fornitori di Vettori Energetici Commerciali da quelli indirizzati agli utlizzatori. E ciò ha permesso una notevole semplificazione degli interventi stessi, specialmente rispetto alle attuali normative in materia energetica.


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9 aprile 2018

Perché parlare di PIL invece che solo di Interessi Generali da promuovere?

Tale giusta domanda riguarda certamente il Capitolo VII della spiegazione della metodologia politica PDG, ma, si osserva che vi sono importanti ragioni specifiche per valutare gli esiti della PDG anche in termini di PIL.

- La prima ragione è che l’obiezione più frequente degli oppositori ai tentativi dei “Decisori politici” d’indirizzare l’attività di chi opera in un territorio al miglioramento delle condizioni di vita di chi vive in quel territorio è che per perseguire tali obbiettivi servono più soldi pubblici, quindi più tasse e che ciò fa deprimere il PIL. E' proprio per questo che occorre sempre dimostrare che quanto si propone non provochi, né depressione, né inflazione sopra al 2 %/a. D’altro canto chi intende sovvenire ai bisogni delle persone, ma non controlla la sostenibilità economica di quanto propone, in genere fa più danni dei vantaggi perseguiti e spesso nemmeno li ottiene.
- La seconda ragione è che non è credibile che si possa migliorare una qualunque prestazione fornita ai cittadini (anche se loro la forniscono senza coinvolgere la Funzione Pubblica), senza che ciò complessivamente comporti una maggior spesa pubblica o privata.
- La terza ragione è che anche i servizi essenziali, se lasciati nella discrezionalità della Funzione Pubblica senza il controllo da parte dei cittadini/utenti, possono costare di più che forniti da Soggetti Economici in effettiva e leale concorrenza, nonché liberamente scelti dai cittadini/utenti.

Occorre certo ribadire che la Politica Differenziale Generalizzata non persegue fini economici in via prioritaria, ma nel contempo (per gli obbiettivi di Interesse Generale democraticamente concordati con la Rappresentanza Politica Territoriale) la leva usata dalla PDG è proprio quella economica, ed è usata con decisione.
Tale leva deve però essere usata con grande cautela, senza atti controproducenti.
Così la compatibilità dello sviluppo economico, con la promozione sociale delle persone economicamente più deboli e con la preservazione delle risorse per il futuro, deve essere riconosciuta necessaria nell'organizzare qualunque forma di PDG.


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31 agosto 2016

Politica Differenziale Generale. Presentazione.

Chi meglio spende più spende. Chi più spende meglio spende. Chi più spende meno spende. I suddetti asserti di saggezza popolare sono veri, ma anche contraddittori. Non solo apparentemente. Il primo asserto: "chi meglio spende più spende" pare il più ovvio, ma occorre ricordare che anche chi spende male può spendere molto, quindi troppo. Solo un ottimo conoscitore di ciò che acquista (rapporto tra qualità e prezzo del bene di consumo, bene intermedio, servizio, investimento a medio o lungo termine) per soddisfare un determinato bisogno (suo o d'altri), può scegliere in modo che solo a miglior qualità corrisponda un maggior costo d'acquisto. E solo se conosce quel tipo d'acquisto meglio di chi glielo propone potrà ottenere una miglior qualità ad un prezzo minore (ma non ci conterei). In un mercato di libera e trasparente concorrenza è però certamente vero che chi offre (se conosce il suo mestiere), per offrire un prodotto di migliore qualità deve spendere di più. Il secondo asserto: "chi più spende meglio spende", è vero, ma alle stesse condizioni del primo. Chi acquista non può certamente fidarsi solo dell'alto prezzo e sperare d’ottenere miglior qualità. Tuttavia è vero che in un mercato di libera e trasparente concorrenza, nella fascia più alta dei prezzi la concorrenza si gioca prevalentemente sulla qualità. In generale è comunque vero che, disponendo di maggior capacità di spesa, è ragionevole sperare di riuscire ad ottenere beni o servizi di miglior qualità. Il terzo asserto è quello più noto ed andrebbe letto "chi più spende [subito] meno spende [dopo]" e si riferisce principalmente al fatto che, specie nelle fasce basse di prezzo dei beni acquistabili, incombe il rischio di alti costi di manutenzione e di minor durata tecnica dell'acquisto. Ritengo che anche un esame più approfondito di questi tre asserti, porti in definitiva ad affermare che, se gli acquirenti sono buoni conoscitori di ciò che acquistano: - Faranno comunque buoni affari, sia se cercano i prezzi più bassi, sia se cercano la qualità migliore. - Faranno quindi comunque buoni affari per sé. Faranno però un miglior affare per l'economia territoriale (macroeconomia) se scelgono la qualità migliore, spendendo certo di più (almeno subito). - Ma se hanno una bassa capacità di spesa devono forzatamente scegliere il prezzo minore invece della qualità migliore, o devono rimandare gli acquisti, che pure ritengono già necessari. E ciò frena il PIL potenziale del territorio. - Ritengo pure che una Politica Pubblica Espansiva della spesa privata (per far crescere il PIL) non debba sovvenzionare (o detassare) specifici acquisti privati. Eventuali sovvenzioni ad alcuni, sarebbero infatti pagate dalle tasse di tutti, con l'aggiunta di specifici costi burocratici. - Invece serve e basta, che la Politica stimoli una maggior qualità di beni e servizi acquistati dai privati, ma senza impiego di risorse economiche pubbliche. Lo stimolo deve applicarsi preferibilmente ai fornitori dei beni e dei servizi da migliorare. Ricordo che la qualità di un bene o di un servizio può essere d'interesse esclusivo dell’acquirente privato, o solo d'interesse generale, o d'interesse convergente tra privato e pubblico. Le "Qualità d'Interesse Privato" [QIP], anche se non pesano sui bilanci pubblici, non giustificano attività pubbliche di promozione. Anzi solo le "Qualità d'Interesse Generale" [QIG] devono essere promosse dall'Autorità Pubblica Competente. Ma la Politica Espansiva sarà più efficace se promuove "Qualità d'Interesse Convergente" [QIC]. Per giustificare una specifica promozione, la QIG o la QIC deve consistere in una caratteristica misurabile del bene o del servizio che il privato intende comunque acquistare o produrre. Nel cercare un'efficiente ed efficace Politica d'Espansione Economica tramite la promozione della Qualità degli acquisti privati, occorre comunque rispettare le seguenti avvertenze di buona amministrazione: - Distinguere il prelievo fiscale da usare per dare servizi pubblici essenziali (progressivo sulle risorse economiche personali dei contribuenti, non sui servizi usati) dallo stimolo ai soggetti sensibili affinché decidano in favore di pubblica utilità (su temi specifici d’interesse generale). - Semplificare gli obblighi burocratici dei cittadini e ridurre i tipi di tassazione a carico del singolo. Per una Politica Differenziale Generale Una Politica Economica Espansiva tramite promozione della qualità si definisce Politica Differenziale se: - Individua (su temi di pubblico interesse) i soggetti decisori più sensibili, per stimolarli con strumenti economici differenziali, che, a pari opportunità, premiano chi aumenta la QIG e penalizzano egualmente chi la riduce. - Rende note ai soggetti coinvolti le transazioni economiche di tali strumenti (tra i soggetti noti concorrenti e specifiche casse di compensazione). La Politica Differenziale Generale [PDG] comporta la revisione della Politica Fiscale del territorio (comunale, regionale, nazionale), in modo da rispettare sempre meglio la richiesta distinzione tra prelievo fiscale ed indirizzo ai soggetti decisori nelle scelte tra le opzioni tecniche disponibili. Anche la semplificazione delle procedure di dichiarazione e pagamento per il prelievo fiscale, ancorché destinata a liberare risorse economiche ed umane per altri scopi di pubblica utilità, è da ritenere parte della Politica Fiscale generale e può permettere la riduzione della pressione fiscale. Scopo della PDG è orientare al meglio l’attuale spesa dei privati. Nel caso d'investimenti (edifici, infrastrutture, mezzi di comunicazione e trasporto, strutture di servizio, macchinari industriali, ….) in quelli di pari funzione, ma di qualità migliore (energetica, o di sicurezza, o ambientale, o di resilienza a catastrofi naturali, .....). Tramite la PDG si cerca quindi di far evolvere la spesa privata (per investimenti e poi consumi) verso una maggior coerenza con gli obiettivi che la collettività (tramite il Parlamento, o, in generale, la Rappresentanza Politica Territoriale [RPT]) individua come priorità generali per i residenti nel territorio e quindi di Pubblico Interesse [PI]. Di fatto la PDG è la sommatoria di specifiche Politiche di Stimolo Differenziale [PSD] decise dalla RPT. La singola Politica di Stimolo Differenziale [PSD] ha un specifico obbiettivo di qualità e lo persegue individuando i gruppi di operatori economici di pari codice NACE (tra loro concorrenti noti, quindi con le stesse opportunità tecnologiche, economiche e sociali) e che meglio possono variare il tipo di caratteristica qualitativa la cui intensità si vuol modificare. Ogni PSD accende tra concorrenti noti la concorrenza a massimizzare una specifica QIG. [Ad esempio la Politica Energetica Differenziale serve a ridurre l'uso di Fonti Energetiche Minerali [FEM], sostituendole con Fonti Energetiche Rinnovabili [FER] ed efficienza energetica]. Perciò la PSD accredita risorse a chi si avvicina di più all'obbiettivo (più vicino di quanto risulti la media dei concorrenti) tramite una cassa di compensazione, che è alimentata da uguali risorse addebitate a chi rimane più lontano dall'obbiettivo (più lontano della media). Così la RPT tramite la Pubblica Amministrazione deve garantire che sul suo territorio ogni cassa di compensazione PSD(QIG, NACE) funzioni secondo protocollo, ma non distribuisce risorse economiche, né le raccoglie. Gli specifici PI sono quindi perseguiti a costo pubblico zero, salvo basse spese burocratiche per il controllo delle PSD, che sono ampiamente compensate dai maggiori introiti fiscali provenienti dall'aumento del PIL. Ribadisco che la RPT, decide in autonomia anche l’intensità dello stimolo economico differenziale utile a perseguire l'obbiettivo QIG di ciascuna PSD. L’intensità è in proporzione al costo che la comunità territoriale deve sopportare se l'obbiettivo non viene raggiunto. Infatti l'impatto economico di una determinata PSD è circoscritto a quel territorio ed a quel codice NACE e non comporta, né variazione di costi per la media dei decisori coinvolti, né tensioni inflazionistiche nel territorio. Ogni comunità locale può quindi liberamente dare più o meno peso ad una QIG. Tali scelte territoriali possono creare ambiti territoriali favorevoli a svolgere determinate attività (di pari codice NACE) purché mantengano alti livelli di specifiche QIG o QIC. I costi base medi per le attività di quel codice NACE rimangono gli stessi degli altri territori, salvo i vantaggi da "Comprensorio Specializzato" (territorio metropolitano ove attività di pari codice NACE sono assai più concentrate che a livello nazionale). In definitiva la Politica Differenziale Generale di un territorio è la combinazione delle PSD avviate dalla RPT, ma anche delle PSD che consorzi volontari tra concorrenti noti (soggetti economici a pari codice NACE) avviano tramite un contratto approvato dalla RPT competente. ------------------------------------ Protocollo generale delle PSD(QIG, NACE) Per ogni caratteristica qualitativa misurabile QIG, di Pubblico Interesse [PI] che la RPT intende promuovere o limitare sul territorio e per ogni gruppo di soggetti economici [SE] di stesso codice NACE operanti nel territorio, la RPT attiva una Politica di Stimolo Differenziale [PSD], che agisce come segue sugli SE coinvolti: La misura più certificata e corretta del livello d'attività di ciascun SE dello stesso gruppo NACE è il Valore Aggiunto [VA] che esso realizza nel territorio in cui è attivo. Ciò evita anche problemi d’equità dovuti a diversità tra filiere produttive che poi offrono sul mercato lo stesso tipo di prodotto (stesso codice NACE). VA è noto per ragioni fiscali e QIG è misurabile in quanto d'interesse pubblico, quindi, per ogni anno d'attività [aa], ad ogni SE entro il gruppo NACE [SE,NACE] è assegnato un indice di qualità QIG: i(QIG,SE,NACE,aa) = QIG(SE,NACE,aa) / VA(SE, NACE,aa) Per l'anno aa si calcolano per l'intero gruppo NACE, sia la sommatoria di QIG = SQIG(SE,NACE,aa), sia la sommatoria di VA = SVA(SE,NACE,aa). Quindi si calcola l’indice medio di QIG in quel gruppo NACE: im(QIG, NACE, aa) = SQIG(NACE, aa) / SVA(NACE, aa) È la RPT che valuta se una QIG debba crescere o calare nel territorio. Se QIG deve crescere, RPT le associa un beneficio B(QIG) (cioè un valore V(QIG) positivo), mentre se QIG deve calare RPT le associa un danno D(QIG) (cioè un valore V(QIG) negativo). Il valore assoluto di V(QIG) è proporzionale all'importanza che RPT attribuisce a QIG e quindi alla rapidità di aumento o riduzione della QIG. Pertanto V(QIG) è uguale per tutti i SE nel territorio di una data RPT (qualunque sia NACE). Ciascun SE del gruppo di concorrenti (stesso NACE) riceve un accredito annuale automatico: AAA(QIG,SE,NACE,aa) = V(QIG) * (i(QIG,SE,NACE,aa) - im(QIG,NACE,aa)) * VA(SE,NACE,aa) Il trasferimento di risorse economiche rimane così tutto dentro il gruppo NACE, che quindi nel complesso non viene penalizzato, né favorito, qualunque risulti il valore di im(QIG, NACE, aa) e quello di V(QIG). Entro marzo dell'anno [aa+1] successivo a quello di riferimento, ogni SE,NACE comunica via PEC i dati per la PSD(QIG,NACE) alla segreteria di quella cassa di compensazione, che pubblica entro aprile di aa+1 la graduatoria dell’anno aa. Ogni cassa di compensazione chiude in pari il bilancio annuale ed ogni SE,NACE deve poter consultarne l’aggiornamento on line (con ogni transazione nominativa) fin dal primo giorno del mese entro cui deve versare quanto eventualmente dovuto (maggio di aa+1), per ricevere quanto dovuto entro giugno di aa+1. La segreteria della cassa di compensazione deve quindi pubblicare entro giugno di aa+1: Per ogni NACE e ogni QIG: SQIG(SE, NACE, aa), SVA(SE, NACE, aa), im(NACE, QIG, aa) Per ogni SE,NACE, QIG: QIG(SE, NACE, aa), VA(SE, NACE, aa), i(SE,NACE,QIG,aa), AA(SE,QIG,NACE,aa) Così, dentro ogni gruppo NACE, sia le transazioni AAA (sufficienti a gestire ciascuna QIG individuata per aumentare il pubblico interesse), sia la loro pubblicazione, creano uno stimolo ad accrescere lo specifico PI. Stimolo che è proporzionale al valore assoluto assegnato dalla RPT alla QIG. Casse di compensazione e relative segreterie possono far capo ad un ente pubblico territoriale (es. Agenzia delle Entrate per il livello nazionale) od alle associazioni di categoria dei gruppi NACE. Scegliere l’una o l’altra opzione può incidere sulla solvibilità della cassa di compensazione e sulla certificazione della pubblicazione dei dati, ma anche sui costi burocratici per ogni SE,NACE.


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