.
Annunci online

  ConcorrenzaEnergetica [ ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo



cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


9 aprile 2018

Perché parlare di PIL invece che solo di Interessi Generali da promuovere?

Tale giusta domanda riguarda certamente il Capitolo VII della spiegazione della metodologia politica PDG, ma, si osserva che vi sono importanti ragioni specifiche per valutare gli esiti della PDG anche in termini di PIL.

- La prima ragione è che l’obiezione più frequente degli oppositori ai tentativi dei “Decisori politici” d’indirizzare l’attività di chi opera in un territorio al miglioramento delle condizioni di vita di chi vive in quel territorio è che per perseguire tali obbiettivi servono più soldi pubblici, quindi più tasse e che ciò fa deprimere il PIL. E' proprio per questo che occorre sempre dimostrare che quanto si propone non provochi, né depressione, né inflazione sopra al 2 %/a. D’altro canto chi intende sovvenire ai bisogni delle persone, ma non controlla la sostenibilità economica di quanto propone, in genere fa più danni dei vantaggi perseguiti e spesso nemmeno li ottiene.
- La seconda ragione è che non è credibile che si possa migliorare una qualunque prestazione fornita ai cittadini (anche se loro la forniscono senza coinvolgere la Funzione Pubblica), senza che ciò complessivamente comporti una maggior spesa pubblica o privata.
- La terza ragione è che anche i servizi essenziali, se lasciati nella discrezionalità della Funzione Pubblica senza il controllo da parte dei cittadini/utenti, possono costare di più che forniti da Soggetti Economici in effettiva e leale concorrenza, nonché liberamente scelti dai cittadini/utenti.

Occorre certo ribadire che la Politica Differenziale Generalizzata non persegue fini economici in via prioritaria, ma nel contempo (per gli obbiettivi di Interesse Generale democraticamente concordati con la Rappresentanza Politica Territoriale) la leva usata dalla PDG è proprio quella economica, ed è usata con decisione.
Tale leva deve però essere usata con grande cautela, senza atti controproducenti.
Così la compatibilità dello sviluppo economico, con la promozione sociale delle persone economicamente più deboli e con la preservazione delle risorse per il futuro, deve essere riconosciuta necessaria nell'organizzare qualunque forma di PDG.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pil economia pdg

permalink | inviato da ggavioli il 9/4/2018 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 aprile 2018

Non solo energia nella Politica Differenziale Generalizzata

La mia proposta di nuova metodologia politica per perseguire Interessi Generali largamente riconosciuti in un territorio (comunale, regionale, nazionale, continentale, mondiale), certamente non si applica solo alla gestione delle problematiche energetiche, climatiche ed ambientaliste.

https://ecodembologna.wordpress.com/2014/09/18/5_ben-oltre-lenergia/

In effetti, pur essendo una proposta la cui formulazione appare complessa, la Politica Differenziale Generalizzata ha l'ambizione di poter riordinare e rendere più efficienti (qualcuno direbbe razionalizzare) gran parte delle proposte di protezione pubblica degli interessi generali della popolazione di un territorio.
Si possono esporre innumerevoli esempi di applicazione di questa tecnica di intervento pubblico a costo erariale e fiscale zero, comunque bisogna spiegare come funziona tale tecnica in via generale.
Per questo occorrono specifici capitoli per spiegare nel dettaglio gli elementi necessari per passare, dal riconoscimento di specifici problemi di chi è presente in un territorio, alla soluzione di quei problemi.

PDG_Cap_I_Caratteristiche Rilevanti. Le CR sono effetti collaterali di legittime attività private e pubbliche. Effetti collaterali positivi (o negativi) che si possono misurare e poi gestire per farli crescere (o calare) a maggior vantaggio generale della collettività umana presente sul territorio a cui le attività sono rivolte.

PDG_Cap_II_Schema d’intervento. Per gestire le CR si propongono le Politiche di Stimolo Differenziale. Per ogni gruppo di soggetti concorrenti sul territorio c’è una PSD(CR, gruppo) e tutte hanno protocolli simili.

PDG_Cap_III_Funzione Pubblica. Tutti i cittadini che svolgono attività, anche saltuaria, per solo Interesse Generale sono Funzione Pubblica. In proprio, per mandato, o per professione, propongono, decidono, o realizzano gli interventi pubblici per gestire al meglio significativi effetti collaterali di legittime attività.

PDG_Cap_IV_Risorse Economiche. Le PSD(CR) e nel complesso la Politica Differenziale Generalizzata, rendono più conveniente per i privati acquistare gli stessi beni e servizi, ma di maggior qualità.
Naturalmente, nel medio periodo, più qualità media significa maggior costo medio. Qui si illustra anche come proteggere ed aumentare il potere d’acquisto della parte di popolazione che ha meno risorse economiche.

PDG_Cap_V_Soggetti Non Economici. Dopo Soggetti Economici e Servizi Pubblici, i Soggetti collettivi Non Economici sono i soggetti che le Politiche di Stimolo Differenziale stimolano con più efficacia.

PDG_Cap_VI_Persone Fisiche. Indirizzare all’Interesse Generale le legittime attività di Persone Fisiche è giustificato e semplice solo per pochi tipi d’attività, già ora soggetti a regolamentazione pubblica.

PDG_Cap_VII_Macroeconomia Italia. L’insieme regolato delle PSD(CR), migliora la qualità di beni e servizi usati da chi vive e lavora in Italia e permette l’aumento controllato della circolazione monetaria. Cioè del PIL.
Le PSD(CR) non spingono ad acquisti prematuri, quindi evitano bolle economiche che si sgonfiano.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica pdg

permalink | inviato da ggavioli il 7/4/2018 alle 9:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 aprile 2018

Legittime domande sulla Politica Differenziale Generalizzata

3. Alcune legittime domande
Se crescono le Caratteristiche Rilevanti positive (e calano quelle negative) dei beni e servizi usati da chi vive e lavora nel territorio, ma anche quelle dei metodi di produzione di tali beni e servizi, sembra ovvio che migliori la qualità della vita nel territorio ove questo miglioramento è avvenuto.
E, se cresce la qualità media, è ineluttabile che cresca anche la spesa per acquisire gli stessi beni e servizi.
A meno che l’usuale modo di operare [BAU] non risulti antieconomico [capita anche questo].
È tuttavia prudente e necessario chiedersi se, con la Politica Differenziale Generalizzata, tali obbiettivi siano davvero raggiungibili ed a che prezzo, o con quali controindicazioni, od a quali condizioni.
Di seguito si riportano alcune legittime domande utili a chiarire i contorni della PDG e ad individuarne la collocazione nell’ordinamento costituzionale italiano, nonché negli statuti di regioni ed autonomie locali.
a. Cosa serve ad una Rappresentanza Politica Territoriale per avviare una Politica di Stimolo Differenziale?
b. I cittadini devono solo attendere che la PDG porti frutto, o possono fare qualcosa?
c. Con la PDG deve cambiare il modo d’agire della Funzione Pubblica? Come?
d. Sono disponibili sul nostro territorio i dati necessari per avviare almeno una PSD?
e. Sono disponibili in Italia le risorse economiche necessarie ai miglioramenti previsti dalla PDG?
f. È opportuno o necessario attivare in successione le possibili Politiche di Stimolo Differenziale?
g. Ci sono Politiche di Stimolo Differenziale che bisognerebbe avviare subito?
h. Quali effetti avrebbe la PDG sull’economia dei cittadini come singoli, o come soggetti collettivi?
i. Quali effetti avrebbe la PDG sulla macroeconomia del territorio?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. PDG Socialità

permalink | inviato da ggavioli il 3/4/2018 alle 8:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     marzo        maggio