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18 maggio 2018

Caratteristiche Rilevanti di interesse congiunto pubblico-privato gestite dalla PDG

Nel post del 28/03/18 sono elencate solo alcune delle molte tematiche, la cui gestione ottimale certamente migliorerebbe la qualità di vita delle persone presenti su un territorio.
Si può perseguire la soluzione di quei problemi (e di altri), stimolando la modifica di specifiche Caratteristiche Rilevanti di beni e servizi la cui produzione è collegata a quei temi.
Per taluni temi tali modifiche risultano anche un beneficio diretto per chi assume decisioni in tal senso e non solo per l'insieme dei residenti nel territorio ove i beni e servizi sono prodotti od offerti.
Qui si fanno solo due esempi (altri sarebbero possibili) di Caratteristiche Rilevanti modificabili nell'interesse congiunto pubblico-privato.

1. Energia per le attività umane
Per ogni decisore è evidente il beneficio di poter spendere meno in energia a parità di servizio finale ottenuto.
Ed ovviamente ciò vale per qualunque servizio finale, sia per lo stesso decisore, sia da offrire a terzi.
Così il valore (microeconomico) della spesa energetica per i decisori è di -1 € per ogni € speso in energia.
Sinteticamente V(microeconomico)(Energia) = -1 €/€erg
Per quanto riguarda la macroeconomia di un territorio il valore è correlato al bilancio import-export, specie se c'è una forte dipendenza energetica dall'estero (in Italia per 60 G€ su 150 G€ di spesa energetica).
Sinteticamente V(macroeconomico)(Energia) = -0,4 €/€erg
Così in Italia ridurre di 1 M€ la spesa energetica crea un vantaggio economico complessivo di 1,4 M€.
Quindi il vantaggio economico in Italia da spesa energetica risulta:
V(Erg, IT) = -1,4 €/€erg
L'intensità della spesa per acquisto di energia è il rapporto tra tale spesa ed il livello d'attività corrispondente.
Nelle attività che forniscono beni o servizi al consumo il Livello di Attività è il Valore Aggiunto corrispondente.
Nelle altre attività, il livello d'attività d'un soggetto non economico può essere più complesso da definire, ma la Rappresentanza Politica Territoriale e lo definisce generalmente in base al volume annuale di beni o servizi prodotti da quel tipo di soggetto.

2. Resilienza ai terremoti
Per ogni proprietario ed utilizzatore di un bene immobile, il danno patrimoniale massimo da terremoto è la somma del valore dell'immobile, del danno biologico per la morte delle persone presenti e dell'attualizzazione del reddito che verrà a mancare fintanto che non sarà possibile riutilizzarlo per gli scopi originari.
Il danno erariale attuale dei terremoti, inclusa la perdita d'introito fiscale per i redditi mancanti fino a ricostruzione, si può ritenere almeno il doppio del costo di pura ricostruzione, valutato circa 3 G€/a negli ultimi 40 anni.
Ed è ragionevole affermare che il danno privato sia circa il triplo del danno erariale.
Così in Italia il cumulo dei premi assicurativi annuali obbligatori (per risarcire gli effettivi danni sismici attuali) sarebbe 18 G/a, corrispondente al 0,3 %/a del valore catastale del patrimonio immobiliare privato ora agibile in Italia.
Il cumulo nazionale dei premi assicurativi ha il solo scopo di creare una capacità nazionale di risarcimento adeguata al contingente livello di sicurezza sismica degli edifici in Italia ed azzera il danno erariale.
La raccolta annua assicurativa obbligatoria può ridursi se la sicurezza sismica migliora, ma, finché questa non cresce significativamente, il premio assicurativo annuale deve rimanere 0,003 €/€(valore catastale) per poter risarcire proprietario + utilizzatore fino a 6 volte il valore catastale dell'immobile danneggiato nel sisma (dopo la valutazione del danno attualizzato).
A regime, questa modalità assicurativa riduce il tempo medio d'inagibilità, i danni ai redditi ed i premi assicurativi.
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Le sollecitazioni meccamiche del sisma sono assorbite dagli immobili in base alla diversa resilienza:
- o si può continuare ad usarli senza interventi edilizi
- o si può continuare ad usarli dopo piccoli interventi
- o è comunque garantita l'incolumità delle persone presenti
- o gli immobili crollano con danni alle persone ed inagibilità fino a ricostruzione avvenuta
La capacità nominale d'assorbire l'energia sismica (Resilienza al Sisma = RaS) è il valore di picco dell'accelerazione al suolo (PGA) che l'immobile può assorbire ed essere riutilizzato dopo pochi giorni di verifica e ripristino.
In media le tecnologie per ottenere questo livello di sicurezza sismica, costano il 10 % del valore catastale [purché si faccia l'adeguamento sismico nelle nuove costruzioni, o durante ristrutturazioni rilevanti; in media ogni 40 anni].
In Italia dal 2009 è nota per ogni località la probabilità/frequenza che si verifichi un sisma, con un livello massimo noto dell'energia scaricata alla superficie.
In Italia la raccolta assicurativa obbligatoria per il rischio terremoti sarebbe in media lo 0,3 %/a del valore catastale.
Tuttavia i premi assicurativi dovranno essere maggiori per le località con maggior frequenza di terremoti e con più elevato picco di accelerazione al suolo.
Inoltre il premio assicurativo obbligatorio cumulativo di distretto dovrà calare se cresce la sicurezza sismica media degli immobili ed azzerarsi, se oltre il 90 % di questi ha RaS > PGA.
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Fintanto che in un territorio (a pari PGA e frequenza terremoti) non risulta certificata la RaS di oltre il 70 % degli edifici, il premio assicurativo obbligatorio è uguale per tutti e dipende solo dalle caratteristiche del territorio e dal valore catastale dell'edificio.
All'interno d'un territorio omogeneo l'equa attribuzione dei premi assicurativi e lo stimolo all'adeguamento sismico si persegue con la PSD(RaS, edifici), ove il Livello d'Attività è il Valore Catastale dell'edificio ed il rapporto RaS/PGA è l'indice su cui si differenzia il conseguente accredito automatico annuale (AAA).
Il vantaggio economico di riferimento per PSD(RaS, edifici) è pari al premio assicurativo medio per quella località più un massimo di 0,1 %/a del valore catastale per garantire il mantenimento nel tempo della sicurezza sismica.
Quindi per ogni territorio a PGA omogeneo, i premi assicurativi risulteranno medi per gli immobili con RaS/PGA uguale alla media del distretto, maggiorati per gli immobili con RaS minori e ridotti per gli immobili con RaS maggiori.


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permalink | inviato da ggavioli il 18/5/2018 alle 5:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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